Carnevale Ambrosiano o meglio….ul carnavè di Scamoi
Il carnevale Ambrosiano di Osco cade sempre di sabato, 42 giorni prima di Pasqua.
Singole persone o piccoli gruppetti animano il paese accompagnati da un pranzo in piazza preparato da cuochi... per l'occasione (i Bobos), con le famose caldaie (“i cauder” nel dialetto di Osco).
Gli oschesi, per il carnevale, sono gli “Scamoi” (scamoni: travi del tetto). Tutte le vicende degli scamoni, litigi, casi patologici, politica, avvenimenti eccezionali,… vengono ironicamente pubblicati sul “BAIAFF DI SCAMOI”, giornale umoristico (tranne per chi è protagonista…) redatto dagli scamoni stessi.

1° Agosto: Festa Nazionale
Per la Festa Nazionale tutta la popolazione si raduna nella piazza principale dopo un piccolo corteo dove sfilano le autorità, le associazioni e gli enti pubblici del paese. Tra bandiere, torce, lanternini una persona incaricata del comune fa un piccolo discorso, seguito dai tradizionali fuochi di artificio, il falò e una piccola grigliata.
Il tradizionale corteo al quale partecipano popolazione, bambini, autorità, associazioni e società con davanti il tamburo e le bandiere.

(Articolo Apparso su La Regione Ticino il 5 agosto 2003)
Primo agosto, pur senza falò a Osco la fiammella si è accesa 
Lassù , in Chingei, in uno slargo della pineta, s’intravede la grande piramide preparata per il falò che la siccità e il conseguente divieto non consentiranno d’accendere. Non importa: vorrà dire che la fiammella d’amor patrio che, simbolicamente, Osco sa accendere nel cuore dei partecipanti, sostituirà il grande falò. E sarà quel che conta.
Mai, come quest’anno, tanta gente: adulti e bambini, numerosissimi, negli occhi dei quali si stamperanno, indelebili, le immagini di una coralità di partecipazione che solo Osco – e lo prova da anni – sa offrire.
E allora, richiamati dal suono festoso delle campane, lasciamo Campiéi, dove ci si era dati appuntamento per una Grigliata ( la maiuscola è d’obbligo), preparata e servita da adulti e giovanissimi. E qui sta un’altra meraviglia di Osco che bisogna pur rilevare: in momenti in cui la parola “ tradizione” va di moda, a Osco in campo culinario ma non solo, l’avvicendamento tra le generazioni passa inavvertito: a grandi improvvisati cuochi succedono giovani grandi improvvisati cuochi… Ma è ora di comporre il grande corteo: i piccoli con le luminarie, le autorità precedute dal drappello dei pompieri con i vessilli: Svizzera, Ticino, Osco. E la popolazione. Tutta? Sì, insieme con i moltissimi ospiti estivi. E, a segnare il passo, un tamburino d’eccezione: l’inossidabile Angelo Parini, già gloria di orchestre made Rsi.
La piazza è ora gremita e il sindaco rinaldo Volpers presenta l’oratore ufficiale: Valerio Marti, oschese doc. Ed è un’altra piacevole sorpresa. Lontano dai luoghi comuni nei quali è facile cadere in tali circostanze, con un felice gioco delle parti l’oratore ha simbolicamente vestito i panni del Ticino che, altrettanto simbolicamente legge una lettera indirizzata a Mamma Elvezia. Una lettera nella quale, senza acredine, con devozione filiale ma fermamente, questo figlio ricorda a Mamma sua d’essere talvolta negletto, discriminato nei confronti degli altri fratelli- Cantoni privilegiati.
Sono lagnanze che gli astanti hanno tutti intimamente condiviso, che hanno valso al bravo oratore un lungo, meritato applauso.
Poi il corollario dei canti patriottici. Ma dove hanno imparato gli Oschesi a cantare fino in fondo versi del tipo: “ se di nubi un velo/ m’asconde il cielo / al tuo raggio anelo…”? E ancora: nessun botto, nessun mortaretto insolente, ciò che ha tolto al Primo Agosto un falso carattere di festa strapaesana per conferirgli quello, assai più profondo, di meditazione sui nostri destini futuri. 
F. F.

File

Discorso 1° Agosto 2017 di Genny Pedrinis

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“Ul Taron”
“Ul Taron” è il dialetto di Osco. Gli anziani e alcuni giovani lo parlano ancora, ma sono sempre meno le persone che lo conoscono bene e molte parole stanno scomparendo per fare posto all’italiano o a dialetti più parlati.
Qui di seguito sono elencate alcune parole con la traduzione in italiano. Se conosci altre parole del Taron mandale all’indirizzo seguente e saranno aggiunte alla lista: cleto@bluewin.ch.
Animali = besctch
avigia = ape
conili = coniglio
côss = scoiattolo
galina = gallina
gatt = gatto
peura = pecora
pörtch = maiale
tchegn = cane
tchiaura = capra
ücell = uccello
vaca = vacca, mucca
varozza = marmotta
....

Oggetti = rop
bücer = bicchiere
büi = fontana
cadréa = sedia
carnasch = chiavistello
cavitch = cavicchio
cügè = cucchiaio
deschtro = gabinetto
forzalina = forchetta
gartegn = cancello in legno
lavel = lavandino
tond = piatto
pitei = tetto
schcagn= sgabello
sciscpatt = zolla di terra
tauro = tavolo
...
Luoghi = sit
cheuna = cantina
déi = solaio
gesa = chiesa
gnö = lì
tchià = casa
tchiö = qui
tecc = stalla
zorint = di sopra
zotint = di sotto

Vestiti = vischtí
camisa = camicia
cauz = pantaloni
cauzei = scarpe
cauzett = calze
giaca = giacca
müdant = mutande
panett = fazzoletto
piraca = tasca
scosè = grambiule
soca = gonna
...

Verbi
bofè = soffiare
corr = correre
cotischnè = sistemare
maschnè = macinare
soschnè = accudire
tofignè = curiosare
Alimenti = da mangè
codighitt = cotechini
fônsch = i funghi
frôi = fragole
lüghèni = luganighe
pisöu = pera
pom pianta = mela
pom da tera = patata
sciresa = ciliegia
scisctrôi = i mirtilli
tchiern = carne
tomatas = pomodori
üga = uva
...

Attrezzi = atrézi
barnasch = paletta
bigneira =
brenta = brenta
caudera = caldera
cavalett = cavalletto
cavaleta = sgabello per mungere
chèdra = cadola
côdei = porta cote
côtt = cote
fortchiétt = forca
fautc = falce
martél = martello
raschtell = rastello
schcôa = scopa
schüei =
sidél = secchio
soga = corda per mazzo di fieno
tardenz = tridente
trator =trattore
tola = secchio
tolin = secchiello
....


Tradizioni culinarie
Mazza
Tradizionalmente, con l'arrivo della stagione fredda, il locale macello ospita le famiglie locali impegnate nella "mazza". Si tratta della macellazione del maiale, generalmente allevato in paese, al fine di produrre gli ottimi salami, salamini, luganighe, cotechini, prosciutto crudo, carne secca, pancetta, … che verranno mangiati durante tutto l'anno successivo.

Spampezia
La spampezia è un dolce con ripieno a base di noci macinate. Alla spampezia viene data una forma caratteristica grazie ai "moduli", delle forme in legno intagliate a mano. La ricetta originale di questi tipici dolci è gelosamente conservata dalle famiglie oschesi, anche se in valle si contano numerosi tentativi d'imitazione.

Bona Man
Il primo giorno dell'anno i bambini del villaggio (domiciliati e villeggianti) passano di casa in casa per augurare il buon anno ed ottenere un piccolo dolcetto, inondando le vie del paese con il canto "Bondì bon ègn e bona man !".

I ratsch
Il sabato santo si esegue più volte al giorno il giro del villaggio suonando raganelle in legno (ratsch) per annunciare la veglia pasquale, in quanto le campane non suonano.

Tambarlì
Nel giorno della sagra del paese (san Maurizio), e nei giorni precedenti, si usa fare un concerto con le campane, che vengono suonate a mano in modo tutto speciale: è il "tambarlì". Le tre campane vengono energicamente e ritmicamente percosse col batacchio, manovrato direttamente sul campanile da un gruppo di giovani.

Campane
Le campane ritmano tutti i giorni: la mattina alle 5:50 annunciano l'inizio della giornata, a mezzogiorno l'ora del pranzo e la sera alle 20:35 la fine della giornata.
Campane di Osco